Eccellenze Afrodiscendenti, L’intervista a Carelle e Vanessa Djiogap

da | Ago 27, 2022 | Blog, Le Interviste

La Pallamano Cellini Padova nasce nel 1984 in uno dei quartieri più multietnici della città, dal desiderio dei giovani della scuola media Cellini di continuare questo sport e di farlo insieme. Al tempo non c’erano altre società che praticavano tale sport. A parlarci di come questi valori si sono evoluti ci pensano Carelle e Vanessa Djiogap, nell’intervista condotta da Marilena Delli Umuhoza su Radio Capitale l’8 Agosto.

Le due sorelle d’origini camerunesi hanno parlato delle proprie esperienze dentro e fuori dal campo, tra cui il trasferimento in Italia all’età di 5-6 anni per raggiungere il padre già sistemato dal punto di vista lavorativo, le inevitabili difficoltà legate al razzismo e l’imparare a conviverci senza giustificarlo o arrendersi ad esso. Poi, ovviamente, raccontano di come è avvenuto il colpo di fulmine con la pallamano grazie a un progetto scolastico.

Nelle parole delle due sorelle traspare tutto l’amore per questo sport, l’impegno per renderlo sicuramente più conosciuto e apprezzato a livello nazionale, ma soprattutto renderlo forte vettore di comunione tra diverse etnie che però sentono di appartenere ad un’unica nazione. Dopotutto questo principio è alla base del Cellini Padova, come traspare dall’allenatore Abderrahman Saadi, molto orgoglioso di avere tra giovanile e prima squadra oltre 10 atlete nel giro della nazionale italiana, che conta ben 5 atlete afrodiscedenti. Sull’ambiente di quest’ultima si è voluta soffermare Carelle, rivelando la forte unione del gruppo e di come l’intero staff e le famiglie delle singole giocatrici siano molto unite nel supportare le ragazze nel preservare la maglia azzurra come unione delle loro culture e dei vari cammini che le hanno portate alla nazionale.

Le due sorelle, oltre allo splendido ambiente della nazionale, offrono nell’intervista anche la realtà di tutti giorni di chi ha un colore diverso di pelle o qualsiasi altra caratteristica che agli occhi degli altri ti rende straniero e “non italiano”. Nella loro normalità vivono in un contesto aperto alle differenze ma non è raro durante le partite subire o assistere ad aggressioni verbali a sfondo razziali indirette e non, cosi come hanno avuto difficoltà nei primi anni in Italia.

Il dispiacere più grande per le ragazze è vedere che tali episodi diminuiscono solo quando cominci a farti un nome, perché la gente inizia a rispettarti per ciò che fai e non per ciò che sei. Per questo nelle numerose interviste e iniziative tra cui l’articolo de “La Repubblica” del 24 Maggio 2022 per presentare l’Africa Day dove è stato dedicato uno spazio alla Cellini Padova, si impegnano a portare avanti le proprie esperienze per sensibilizzare le persone sulla questione razziale. Il colore della pelle non definisce una persona e di conseguenza parlare solo di quello è come sminuirsi da soli. Quindi le due sorelle hanno parlato anche dei propri caratteri e delle dinamiche familiari all’interno della squadra.

Carelle è più calma e ragiona molto di testa, infatti oltre ad essere la sorella maggiore è la capitana della squadra, e quindi, oltre alle esigenze tattiche e alle difficoltà delle singole giocatrici, Carelle deve anche mediare il proprio legame familiare con le due sorelle e gli inevitabili conflitti d’interesse che sorgono. Alle due sorelle minori Vanessa e Ivana, più istintive e testarde di lei, chiede indubbiamente di più, rispetto alle semplici compagne di squadra e di evitare quanto più possibile nello spogliatoio gli atteggiamenti tipici della loro vita casalinga. Tuttavia questa ha un punto in comune con la vita in campo, la grande collaborazione e dialogo con cui le tre sorelle, nei buoni e cattivi risultati si parlano e cercano la soluzione insieme.

Un altro aspetto importante per le ragazze e su cui ha insistito il presidente della squadra Marchionni è lo studio, non sempre è stato facile conciliarlo con allenamenti e vita personale, ma della forza di volontà e del superare le barriere queste ragazze ne hanno fatto virtù. Carelle studia lingue mentre Vanessa scienze politiche e relazioni internazionali. Sul futuro non si sbilanciano, per il momento pensano solo alla stagione di Serie A1 che a breve comincerà, ma una cosa è certa, cercheranno sempre di rimanere legate allo sport che amano… Perché la pallamano è casa, la pallamano è famiglia.