Cellini Padova, Intervista a coach Saadi

da | Set 2, 2022 | Blog, Le Interviste

Iniziamo a conoscere meglio il nostro allenatore. Con questa intervista a coach Saadi cerchiamo di capire come va il precampionato della Cellini Padova, e un po’ di storie dal passato e del futuro del mister

quali sono le tue origini e quale è stato il tuo primo approccio alla pallamano?

Sono originario del Marocco, ho fatto il mio percorso formativo in Francia, sono legato alla scuola francese già da prima di arrivare in Italia. Sto continuando a fare formazione, visto che ho diversi rapporti professionali sia nel centro che nel sud della Francia. E poi il destino è stato quello di venire in Italia, e da lì è partito tutto.

Saadi e la sua ex-atleta
Coach Saadi con la sua ex-atleta

Dopo la formazione in Francia, l’arrivo in Italia.

“Il primo approccio è stato alla pallamano Alpi Prato, poi da lì sono andato a fare un’esperienza in Alto Adige. Ho girato un po’ per l’Italia prima di stabilirmi ad Arezzo. Con quel progetto ho cercato di imporre la mia idea di pallamano. Una bella esperienza, dove ho creato tante idee diverse, come il campus, uno stage annuale con tecnici stranieri. Ho creato un’idea di pallamano che poi ho esportato anche in questi anni a Padova.

Sia ad Arezzo che a Padova è stato costruito un progetto incentrato sullo sviluppo del settore giovanile. Cosa ti piace trasmettere ai giovani con cui lavori?

Il progetto ad Arezzo è nato in memoria di un ragazzo che ho allenato, Alessio Bisori, un ragazzo con una grande passione che ora non c’è più. Il campus è in collaborazione con il Paris Saint-Germain, portiamo lì i talenti per una settimana e li facciamo vivere un’esperienza di alto livello giovanile a Parigi, per far vedere che cos’è lavorare al massimo livello. L’idea che voglio trasmettere con questi progetti è che il confronto fra allenatori e fra ragazzi porta a una crescita. Il problema in Italia è che il confronto c’è sempre meno, non solo nella pallamano, ma in tutti gli sport. Con i miei contatti metto a disposizione dei ragazzi l’esperienza di tecnici danesi, svedesi, francesi e spagnoli.

Gli allenatori del Campus Talent "Alessio Bisori" nel "Palafarfalle" della Cellini Padova
Campus Talent “Alessio Bisori” nel “palafarfalle” della Cellini Padova

A questi stage partecipano ragazzi di diversi club, che si approcciano a una cultura di pallamano diversa, con una lingua diversa e una didattica diversa, così il ragazzo capisce che esiste un approccio differente. In Italia ci focalizziamo troppo sul nostro club, senza aggiornarci e focalizzandoci su quello che facciamo sempre. I ragazzi hanno bisogno di sentire altre idee, un’altra musica, per aumentare la loro passione. Altrimenti rischiano di annoiarsi a fare le stesse cose e sentire gli stessi suoni. Il mio obiettivo è far rimanere i ragazzi dentro la pallamano. Non bisogna avere paura del confronto, perché credendo di proteggere il proprio club e i propri giocatori per non farli andare via, aumenta l’abbandono dei ragazzi e il campanilismo.

Parlando di confronto, diverse ragazze del Cellini fanno parte delle nazionali giovanili e hanno preso parte a manifestazioni internazionali

Si, sono contento perché significa che lavoriamo bene e che il prodotto Cellini Padova è interessante, sia sul lato dei valori, che è quello che conta di più, sia sul lato tecnico, perché lavoriamo tanto su questo. Abbiamo talenti che lavorano e per questo hanno la possibilità di esprimersi. La nostra visione è che i giovani debbano giocare, non solo stare in panchina. La nostra strategia è quella di avere coraggio, perché ci interessa mettere in mostra i nostri talenti e lavorare sul settore giovanile. Purtroppo le nostre ragazze sono andate ai Campionati del Mondo under 20 senza una preparazione a livello internazionale. Non si è dato il giusto valore a una competizione di alto livello. Il talento in campo femminile c’è, bisogna iniziare a valorizzarlo a livello internazionale, e chiedersi come mai non si fanno risultati a livello giovanile. Personalmente, ora che ci sono meno restrizioni legate alla pandemia, voglio iniziare a portare avanti i miei progetti di stage all’estero anche nel settore femminile.

Tornando in casa Cellini Padova, credi che l’esperienza dello scorso anno nei playout possa essere utile alla maturazione di un gruppo così giovane?

Lo scorso anno, al di là dei playout, essendo la squadra più giovane del campionato, abbiamo espresso un gioco tecnicamente e tatticamente valido e vario. Abbiamo tante ragazze under 20, e abbiamo fatto un bel percorso, affrontando tutte le squadre giocandocela alla pari; la sfortuna nostra è stata non riuscire a vincere partite in cui dovevamo fare punti, ma non meritavamo di fare i playout. Quest’anno vogliamo curare di più l’approccio mentale, non andando a giocare solo per fare una buona partita, ma con la qualità per poter vincere, anche contro la prima della classe. L’anno scorso abbiamo ottenuto la prima qualificazione alla Coppa Italia per il club, è stata un’esperienza positiva che cercheremo di riconfermare. Inoltre vogliamo continuare a esprimere il nostro gioco, perché sul lato tecnico abbiamo creato qualcosa di interessante, valorizzando anche ragazze che hanno avuto meno minuti lo scorso anno.

Time out in Coppa Italia tra Cellini Padova e PDO Salerno

Rimanendo sul lato tecnico, l’idea di gioco è quella di puntare molto sulla seconda fase?

Viste le modifiche regolamentari di quest’anno, che danno un vantaggio al gioco veloce (riduzione del numero di passaggi sotto passivo da sei a quattro e la nuova area circolare per il tiro di inizio, ndr), lavoreremo sicuramente su questo. Cercheremo di valorizzare il nostro gioco offensivo e migliorare sul lato difensivo, perché è stato il fattore negativo dell’anno scorso nelle partite importanti, in cui difendiamo fino alla fine ma poi invece di trovare più coesione mollavamo la presa, e questo non mi piace.

A che punto siamo con la preparazione e con l’inserimento delle nuove?

Abbiamo dato un po’ di riposo in più alle ragazze, perché la maggior parte delle giocatrici hanno finito tardi, tra la stagione del beach e quelle che hanno giocato il Mondiale, hanno speso tanto e abbiamo deciso di farle riposare di più per ricominciare con una nuova motivazione di più. Secondo me è stata una cosa positiva. Adesso stiamo finalizzando la preparazione, domenica (4 settembre a Padova, ndr) avremo un torneo internazionale con una squadra slovena e il Brixen campione d’Italia, che per noi sarà un’ottima occasione per lavorare sul gioco. L’integrazione delle due nuove giocatrici non sarà immediata: abbiamo preso una centrale nazionale algerina, un ruolo che ci è mancato l’anno scorso. In quella posizione abbiamo una giovane di qualità come Angela Prela, ma abbiamo scelto di affiancarle una giocatrice di esperienza per non responsabilizzarla troppo. Inoltre come pivot, altro ruolo che ci è mancato l’anno scorso, abbiamo preso Micaela Barresi, argentina ex Malo, che ci piace molto e vogliamo valorizzarla come pivot di ruolo.

Giovanili Cellini Padova alle FighFinals

Un’ultima domanda per chiudere: cosa deve succedere in questa stagione per ritenerla un’annata soddisfacente?

Sarò soddisfatto se faremo più punti dello scorso anno, se ci giocheremo meglio le partite perse all’ultimo l’anno scorso e se dimostreremo qualcosa in più. Non abbiamo ancora fissato degli obiettivi precisi e lo faremo nei prossimi giorni, ma dobbiamo essere più ambiziosi dell’anno scorso: salvarci prima, dimostrare la qualità nel gioco che finora abbiamo mostrato a metà, e soprattutto valorizzare tutto l’organico. Mi farebbe piacere far uscire qualche giocatrice in più, non voglio tenere nessuna in panchina senza darle le sue opportunità.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi